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Struttura del corso

Sovranità nella gestione dell’Infrastructure-as-Code

  • Analisi dei rischi connessi all’uso di console cloud e servizi IaC SaaS: dal lock-in nei confronti dei fornitori alla mancanza di controllo sugli audit.
  • Approfondimento sull’architettura di Terraform: componenti principali, provider, gestione dello stato e il flusso operativo plan/apply.
  • Confronto tra Terraform e altre soluzioni simili quali Pulumi, Ansible e CloudFormation.

Linguaggio di configurazione e provider

  • Dominio della sintassi HCL: definizione di risorse, fonti dati, variabili ed output.
  • Configurazione dei provider on-premise: Proxmox, libvirt, vSphere e PowerDNS.
  • Esplorazione dei provider forniti dalla community e delle basi della creazione di provider personalizzati.
  • Comprensione delle dipendenze tra risorse e delle nozioni fondamentali di teoria dei grafi.

Gestione dello stato

  • Analisi delle implicazioni di sicurezza derivanti dall’utilizzo di archivi locali o remoti per lo stato dell’infrastruttura.
  • Configurazione di backend self-hosted con PostgreSQL, MinIO (archivio S3 compatibile), Gitea ed etcd.
  • Misure pratiche per il bloccaggio dello stato, la cifratura dei dati e la creazione di strategie affidabili di backup.
  • Procedimenti utili al trasferimento del contenuto tra archivi diversi e all’individuazione di eventuali deviazioni nella configurazione.

Moduli e workspace

  • Organizzazione dei moduli secondo convenzioni consolidate: input, output e gestione delle versioni.
  • Creaione di repository privati per i moduli sfruttando i tag Git.
  • Isolamento sicuro tra ambienti diversi (sviluppo, test, produzione) grazie all’utilizzo dei workspace.
  • Adozione di soluzioni self-hosted in alternativa a Terraform Cloud: Atlantis o Spacelift, ad esempio.

Provisioning e gestione del ciclo di vita

  • Integrazione delle tecnologie cloud-init e PXE per la configurazione automatica dei server fisici.
  • Utilizzo efficace dei provisioner: local-exec, remote-exec e strumenti per il trasferimento di file.
  • Adozione dei risorse null e dei trigger per gestire flussi di automazione complessi.
  • Gestione sicura della distruzione delle risorse, pianificazione accurata degli interventi e applicazione corretta di tecniche di rollback.

Sicurezza e conformità normativa

  • Impostazione di regole valide per la verifica delle variabili, nonché marcatura opportuna dei dati sensibili.
  • Implementazione di policy-as-code mirate all’ambiente on-premise sfruttando strumenti alternativi a Sentinel e OPA.
  • Misure volte alla creazione sistematica di log di audit e alla revisione rigorosa dei file di configurazione prodotti da Terraform.

Integrazione con i processi CI/CD

  • Automatizzazione delle fasi di generazione del piano e di applicazione dell’infrastruttura tramite strumenti come GitHub Actions o Woodpecker CI.
  • Inserimento di comandi terraform fmt, validate e strumenti di linting nei meccanismi pre-commit.
  • Definizione di parametri per la stima dei costi e stabilizzazione di limiti finanziari appropriati.
  • Creaione di strategie complete per il ripristino dello stato in caso di errori, nonché procedure robuste di recovery.

Requisiti

  • Conoscenza di base dei concetti legati alla gestione dell’infrastruttura tramite codice e dei principi fondamentali del cloud computing.
  • Esperienza pratica con JSON, HCL (il linguaggio di configurazione sviluppato da HashiCorp) e sistemi di controllo delle versioni.
  • Familiarità con piattaforme di virtualizzazione on-premise come Proxmox e VMware.

Destinatari del corso

  • Ingegneri informatici responsabili della configurazione di server fisici e risorse cloud private.
  • Team DevOps che gestiscono risorse locali tramite configurazioni dichiarative.
  • Aziende intenzionate a ridurre la dipendenza dai pannelli di controllo cloud per la gestione dello stato dell’infrastruttura.
 14 ore

Numero di Partecipanti


Prezzo per partecipante

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